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AMARO DEL SALENTO ALLE ERBE “SAN VITO”

13.00

AMARO DEL SALENTO ALLE ERBE "SAN VITO"

Gradazione alcolica 35% Vol.

Infuso d’erbe proveniente da un’antica ricetta del ‘500. Il suo segreto è il sistema di infusione che fonde, in un delicato equilibrio, le proprietà di 7 rare erbe aromatiche. Per questo il nostro amaro San Vito, contiene inconfondibili proprietà digestive e stimolanti. Bottiglia 50 cl Se oltre all'Amaro "San Vito" volete degustare anche i prodotto di punta della Società Agricola Tenuta Roca Nuova, premiati nel 2020 con menzioni speciali al Puglia Food Awards, nelle categorie olio evo e birra artigianale cliccate nei seguenti link: https://tenutarocanuova.com/categoria-prodotto/birra-artigianale/ https://tenutarocanuova.com/categoria-prodotto/olio-extravergine-di-oliva/  
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TARALLI DOLCI AL PISTACCHIO

3.50

TARALLI DOLCI AL PISTACCHIO

Pistacchi, proprietà e come utilizzarli

I pistacchi sono i semi della pianta di pistacchio (Pistacia vera) appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae. Ricchi di sostanze antiossidanti, sono ottimi alleati per la salute degli occhi e per prevenire disturbi cardiovascolari. Scopriamoli meglio.
>  I principali nutrienti dei pistacchi >  Le proprietà >  I pistacchi in cucina Pistacchi, proprietà e benefici

Principali nutrienti dei pistacchi

pistacchi sono molto energetici ed hanno un alto contenuto calorico (circa 600 calorie per 100 grammi), vanno perciò consumati con moderazione soprattutto per chi ha problemi di ipertensione, diabete o obesità, anche perché sono spesso commercializzati dopo salatura. Il contenuto lipidico è prevalentemente costituito da grassi mono e polinsaturi, perciò grassi “buoni”. Nei pistacchi, rispetto ad altri semi oleosi, sono presenti maggiori quantità di sostanze antiossidanti: luteinabeta-carotene e tocoferoli. Prezioso anche l'apporto di sali minerali (fosforo, calcio, potassio e ferro) e vitamine (E, B1 e B6).

 Proprietà

In quanto molto energetici, i pistacchi sono ottimi per integrare la dieta dei bambini o di chi pratica sport. L'assunzione regolare di pistacchi aiuta a tenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue e a prevenire disturbi cardiovascolari. Gli antiossidanti naturali di cui sono ricchi questi frutti contribuiscono a mantenere in salute pelle e occhi. Nella medicina popolare tanto praticata dai nostri avi il pistacchio è stato usato contro mal di denti e disturbi al fegato. Le proprietà curative e nutrizionali del pistacchio sono conosciute dall'antichità e questo prezioso seme è stato uno dei primi spuntini dell'uomo.

I pistacchi in cucina

Il pistacchio è un seme molto utilizzato in cucina. Con il suo caratteristico colore verde (caratteristico al punto che il termine “pistacchio” è utilizzato per indicare precise tonalità di questo colore) e il suo sapore inconfondibile, il pistacchio è usato per condimenti e salse (da provare il pesto al pistacchio) nelle ricette salate, ma anche  come ingrediente per dolci, gelati e torroni. Una preparazione gastronomica molto diffusa e apprezzata è quella della mortadella aromatizzata al pistacchio. In Italia la coltivazione del pistacchio non è molto diffusa ma in Sicilia sono particolarmente rinomati i pistacchi di Bronte, tutelati dal marchio DOP: "Pistacchio Verde di Bronte". Una curiosità: l'inno di Bronte è dedicato proprio a questo meraviglioso frutto della Terra e si intitola “Diamanti virdi”. Oltreoceano i pistacchi hanno una storia relativamente recente: si sono affacciati nelle abitudini alimentari degli americani attraverso il gelato al pistacchio e venduti nei distributori come snack ma con il guscio dipinto di rosso per attirare l'attenzione. Il pistacchio ha una storia molto antica invece nel “vecchio mondo”, dove è da sempre apprezzato tanto da aver ricevuto nomi di tutto rispetto che ne decantano l'importanza: in Iran viene chiamato il “seme che sorride” mentre in Cina il “seme felice”. L'idea in più: una volta consumati i pistacchi non buttiamo via i gusci che, triturati, si trasformano in un ottimo concime organico per il nostro orto.  
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PESTO DI CIME DI RAPA PICCANTE

5.50

RICETTA CONSIGLIATA

Strangozzi al pesto di cime di rapa: per la stagione fredda

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Gli strangozzi al pesto di cime di rapa piccante sono un primo piatto ricco e saporito che combina ingredienti provenienti da diverse regioni dello Stivale. Gli strangozzi sono dei grossi spaghetti originari dell’Umbria preparati solitamente con un impasto di acqua e farina che viene poi tirato a mano fino ad arrivare allo spessore desiderato. Si tratta di una pasta molto ruvida e consistente, che ben si adatta ad essere servita con pesti e creme. Le cime di rapa sono invece degli ammassi floreali prodotti da una pianta erbacea da orto della famiglia delle rape coltivata soprattutto in Lazio, Campania e Puglia. Le cime di rapa sono dette anche broccoletti e sono il più classico dei condimenti per le orecchiette pugliesi. In questa ricetta si uniscono due tradizioni, per creare un piatto interregionale. Abbiamo completato il piatto con fiocchi di ricotta, parmigiano grattugiato e noci. Il pesto di cime di rapa è piccante e cremoso, ma se volete dare una marcia in più agli strangozzi potete sostituire il parmigiano con una spolverizzata di ricotta salata.

PREPARAZIONE STRANGOZZI AL PESTO DI CIME DI RAPA

  1. 1
    Portate a bollore una pentola di acqua capiente. Quando l’acqua comincia a bollire, salatela e tuffate le cime di rapa. Cuocetele per 5 minuti, poi scolatele con una schiumarola e usate l’acqua per lessare la pasta. (Questa prima fase viene saltata se utilizzate il nostro pesto)
  2. 2
    Intanto frullate le noci con l’olio, poco sale. Unite la ricotta e il pesto.
  3. 3
    Scolate la pasta al dente, e passatela in padella con il sugo di cime di rapa.
Decorate con qualche fiocco di ricotta, i gherigli di noce e una spolverizzata di parmigiano.

VARIANTE STRANGOZZI AL PESTO DI CIME DI RAPA

Potete completare il piatto con una grattugiata abbondante di ricotta salata in sostituzione del parmigiano.
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TARALLI DOLCI MANDORLE E FICHI

3.50

I fichi secchi con le mandorle, un po’ di sole d’agosto anche in inverno

blank Impossibile resistere ai fichi secchi con le mandorle, una bontà realizzata dalle nostre nonne che amavano conservare questi ‘preziosi’ frutti estivi per gustarli anche in inverno. Preparare in casa questo dolce tradizionale pugliese è davvero semplice. Bisogna solo avere un po’ di pazienza e lasciare che il sole d’agosto del Salento ‘asciughi’ del tutto i fichi. Come accade per la conserva – altra specialità gastronomica tutta nostrana – la teglia dove vengono sistemati i frutti tagliati a metà (in passato si usavano i cannizzi) deve essere protetta e ritirata al tramonto, per evitare che l’umidità notturna interferisca con il processo di essiccazione che dura, più o meno, 10 giorni. Un tempo era il dolce dei poveri, non c’era campagna del sud o giardino dove non sia stato piantato un albero di fico. Oggi, le "fiche cu le mennule" o le "fiche cucchiate" con l’inconfondibile profumo di limone, alloro e cannella hanno acquistato una meritata popolarità. blank

La ricetta dei fichi secchi con le mandorle

Due ingredienti semplici danno vita ad un dolce originale e davvero gustoso. La ricetta per preparare il fico mandorlato si tramanda da generazioni, anche se il procedimento può essere leggermente diverso, anche passando da una città all'altra del Salento.

Ingredienti

  • 1 kg di fichi
  • 100 grammi di mandorle
  • cannella in polvere o in stecche
  • la buccia grattugiata di un limone
  • foglie di alloro

Procedimento

  1. Tagliate i fichi maturi nel senso della lunghezza, senza sbucciarli e facendo attenzione a lasciarli attaccati da in lato. Riponete i fichi tagliati, con la polpa verso l’alto, su un supporto pulito e teneteli al sole ad essiccare. Riparateli la sera per evitare che assorbano l’umidità notturna. E girateli ogni tanto. Ripetete queste operazioni per almeno dieci giorni, fino a quando i fichi risulteranno completamente secchi. Ad essiccazione completa infornate i fichi nel forno a 180° per 5 minuti.
  2. Fate raffreddare i fichi e intanto procedete alla tostatura delle mandorle.
  3. Mettete le mandorle in una teglia senza privarle della loro buccia e infornatele. Regolatevi con il tempo, le mandorle si devono solo tostare e non bruciare. Una volta pronte fatele raffreddare.
  4. In un piattino grattugiate la buccia di un limone che avrete precedentemente lavato e asciugato bene.
  5. Spezzettate i bastoncini di cannella in pezzi piccoli.
Ora che tutti gli ingredienti sono pronti potete procedere con la composizione dei fichi, l’operazione richiede tanta pazienza e va ripetuta per ogni coppia di fichi secchi.

Preparazione finale

  1. Prendete i fichi arrostiti e all’interno metteteci un po’ di buccia di limone e pezzi di cannella. Aggiungete, per ultima, la mandorla e richiudete il fico.
  2. Ripetete questi passaggi per tutti i fichi che avete messo a essiccare.
  3. Mettete i fichi chiusi su una teglia e infornate a 150°, fino a doratura.
  4. Appena sfornati potete sistemarli, ancora caldi, in un vasetto di vetro o in un contenitore di terracotta.
  5. Alternate ad ogni strato di fichi delle foglie di alloro.

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Fichi secchi al cioccolato

Per renderli ancora più gustosi potete immergere i fichi secchi nel cioccolato fondente (o nel cioccolato bianco, a seconda del gusto personale) fuso a bagnomaria. Potete anche aggiungere scorzette di arancia per ‘aromatizzare’ il cioccolato. Fate solidificare a temperatura ambiente e poi riponete i fichi secchi al cioccolato in una scatola di latta. Si conservano per circa una settimana, in un luogo fresco ed asciutto. In alternativa, potete farli ripieni al cioccolato (aggiungendo dei pezzettini di cioccolato insieme alle mandorle, alla scorza di limone e alla cannella). Ancora, quando mettere i fichi secchi nel vasetto, invece delle foglie di alloro, potete ricoprirli di cacao amaro in polvere. Così conservati, al momento di gustarli avranno un retrogusto di cacao. Consigli: la ricetta, come detto, varia. C’è chi aggiunge chiodi di garofano, chi l’arancia candita o il cedro candito. Vi consigliamo per la prima volta di provare la ricetta originale e poi di personalizzarla secondo i gusti personali.
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FRISE DI ORZO

3.50
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ORECCHIETTE DI GRANO ARTIGIANALI

2.80

Orecchiette di Grano Artigianali, Pugliesi, Ricetta originale

Orecchiette di grano artigianali
Le Orecchiette sono un tipo di pasta fatta in casa a base di semola rimacinata di grano duroacqua e saletipico della Puglia a forma di piccole orecchie, da cui deriva appunto il nome, che nel dialetto di alcuni paesi del brindisino prende  l’appellativo di stacchioddi. Orecchiette Pugliesi, Ricetta originaleLa ricetta perfetta le vede accompagnate alle cime di rape o al sugo di carne (polpette e brasciole) o ancora al sugo di pomodoro e ricotta forte di pecora. Le Orecchiette, simbolo della sessualità femminile, vengono spesso unite ai Minchiarieddisottili cilindretti lunghi quanto un mignolo, fatti con il medesimo impasto delle orecchiette, simbolo della sessualità maschile, formando così i Maritati (= sposati), un’accoppiata di pasta protagonista dei pranzi nuziali salentini del passato, ben augurante per un matrimonio fecondo e sereno. Quella che vi presento è la Ricetta originale delle Orecchiette pugliesi, quella della mia cara nonna Felicetta, quella di tutte le donne pugliesi di una volta. Conservatela gelosamente, perchè è la ricetta rappresentativa della meravigliosa regione Puglia.

Ingredienti

  • 200 g semola rimacinata di grano duro
  • 100 ml acqua naturale bollita e fatta raffreddare a temperatura ambiente
  • 1 presa sale

Istruzioni

  1. Impastate la semola rimacinata di grano duro con l’acqua (fatta precedentemente bollire e poi raffreddare a temperatura ambiente) formando un impasto duro e omogeneo che coprirete con pellicola o canovaccio umido e farete riposare per 30 minuti.
  2. Prendete un pezzettino d’impasto alla volta, tenendo ben coperto il resto (perché tende ad indurirsi). Formate un salsicciotto molto sottile (1/2 cm) e mettetelo di fronte a voi: prendete un coltello dalla punta arrotondata e mettetelo perpendicolare al salsicciotto (quindi parallelo al piano) e tagliate un tocchettino di 1/2 cm alla volta che trascinerete passando delicatamente con il coltello, accompagnando anche con il polpastrello dell’indice della mano libera, in modo che assuma la forma tipica di un’orecchietta. Ora appoggiate l’orecchietta sulla punta del pollice e rovesciatela leggermente all’indietro in modo che la parte liscia resterà all’interno.
  3. Disponete le orecchiette su di un vassoio spolverato di semola e fatele asciugare scoperte per un paio d’ore, prima di cuocerle.
  4. Se ne fate in abbondanza potete conservarle seccandole o anche congelandole e tirandole fuori al momento giusto: basterà metteterle in freezer direttamente con il vassoio. Una volta congelate potrete poi riporle in un sacchetto per freezer, senza rischiare che si attacchino una all’altra, e conservarle fino ad un massimo di 2 mesi.
Orecchiette di grano artigianali Pugliesi
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TARALLI CACIO E PEPE

3.00

Taralli Cacio e Pepe, fatti a mano 

I taralli cacio e pepe sono fatti a mano e preparati con un impasto a base di farine di grano selezionato, vino bianco, il miglior olio extra vergine d'oliva. Prodotto tipico pugliese, è reso originale dalla sua friabilità e dal gusto che lo rende stuzzicabile ai più esigenti palati. CONFEZIONAMENTO: 
  1. Imballo primario: confezionati in buste "per alimenti" ai sensi del D.M. 21/03/1973 da gr. 300.
  2. Imballo secondario: cartone espositore contenente n. 25 pezzi da grammi 300
  3. Palletts: tipo Epal, contiene 8 colli per strato per 5file per un totale di 40 colli .
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TARALLI CIPOLLA E UVETTA

3.00

TARALLI CIPOLLA E UVETTA

Per i taralli Cipolla e Uvetta, all'impasto tradizionale di farine di grano da noi coltivato, vino bianco ed il nostro olio extravergine d'oliva viene aggiunta uvetta e cipolla. Il gusto dolce e delizioso, di questo perfetto mix di uvetta e cipolla, è accompagnato dal gusto intenso e deciso dell'olio EVO Tenuta Roca Nuova, rendendo unico questo tarallo pugliese.Taralli uvetta e cipolla, dal gusto sfizioso e delicato, sono lavorati artigianalmente seguendo la ricette tradizionale, rendendo il tarallo croccante e friabile. Sono ideali come aperitivo o semplicemente per uno spuntino genuino.
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