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BIANCO FRIZZANTE – IGT SALENTO – VERDECA E FIANO

9.00

Tutto quello che devi sapere sul Vino BIANCO frizzante

Un vino frizzante è un vino che contiene per definizione anidride carbonica.
Tuttavia non si può confondere con gli spumanti, che pur avendo all’interno le tipiche bollicine, sono nettamente diversi non solo per legge, ma anche per le caratteristiche organolettiche proprie di ognuno. Secondo la normativa europea (Reg. CE 479/08) recepita in Italia, un vino frizzante (naturale) è: “il prodotto che, conservato alla temperatura di 20 °C in recipienti chiusi, presenta una sovrappressione, dovuta all’anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione in soluzione, non inferiore a 1 bar e non superiore a 2,5 bar”. Sempre lo stesso Regolamento definisce spumante: “il prodotto ottenuto dalla prima o dalla seconda fermentazione alcolica di uve fresche, di mosto di uve, di vino, caratterizzato alla stappatura del recipiente da uno sviluppo di anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione e che, conservato a 20° in recipienti chiusi, presenta una sovrappressione non inferiore a 3 bar dovuta all’anidride carbonica e per il quale il titolo alcolometrico totale delle partite (cuvée) destinate alla sua elaborazione non è inferiore a 8.5% vol”. Dunque vino frizzante e spumante sono molto simili con la differenza principale dovuta alla sovrappressione.

Come si produce un vino frizzante?

Il primo grande punto su cui riflettere è la tipologia di vino frizzante che può essere naturale o artificiale, una tipologia comune anche per quel che riguarda gli spumanti. Un vino frizzante naturale, come la stessa parola suggerisce, non prevede l’aggiunta di anidride carbonica. Quando una parte dello zucchero si trasforma in alcol viene interrotta la fermentazione per permettere poi che la stessa continui poco alla volta nel vino imbottigliato. L’anidride carbonica presente nelle bottiglie deriva dalla fermentazione dello zucchero residuo ed uscirà solo a stappatura. I vini spumanti o frizzanti artificiali sono ottenuti addizionando nel vino anidride carbonica, per mezzo molto spesso di bombole di gas  e poi sottoposti a imbottigliamento isobarico, ovvero un sistema per cui si crea una pressione uguale al vino da imbottigliare, per evitare eventuali perdite di gas.
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FORMAGGIO MISTO ALLE NOCI

10.00

FORMAGGIO MISTO ALLE NOCI

Il Formaggio misto alle noci è un classico della tradizione, reinterpretato in chiave gustosa e moderna, per un ottimo fine pasto. Può essere abbinato a vini rossi di buona struttura e dalle note speziate e tostate. Il formaggio misto alle noci è un prodotto fresco a pasta cremosa, leggera occhiatura e media maturazione, ottenuto con latte di mucca e pecora 100% Italiano. È una tradizione tipicamente pugliese quella di aromatizzare il formaggio in vari modi; Il formaggio aromatizzato con le noci è una tra le più richieste e apprezzate dai nostri clienti. blank Il formaggio misto alle noci è una caciotta semi stagionata di latte vaccino impreziosito da gherigli di noci di qualità. I profumi che permeano questo formaggio sono particolarmente delicati, di media persistenza e mediamente avvolgenti. Generalmente le nostre caciotte, vengono servite a temperatura ambiente anche se è consigliabile tenerle in frigo dal quale toglierle poche ore prima di essere consumate. È formaggio da gustarsi in più modi: con altri formaggi per piccoli stuzzichini, con del buon pane, fuso da spalmare su piccoli crostini oppure come condimento per primi piatti al forno.
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SAGNE ‘NCANNULATE DI ORZO ARTIGIANALI

3.80
Le sagne 'ncannulate di orzo  sono una ricetta tipica del Salento. ' Ncannulata significa attorcigliata, ed è proprio la modalità con cui viene preparata questa pasta fresca tipica di questa zona. A differenza di quelle di grano che vengono prodotte interamente da farina di semola di grano duro, queste hanno in aggiunta il 30% di farina di orzo . Parlando del Salento si pensa subito al mare, al sole, alla pizzica, alla cordialità della gente, ma senza alcun dubbio si pensa subito alla buona cucina. Insieme ai “ciciri e tria“, al rustico leccese, alla friseddha, sulle tavole della gente salentina non possono mancare le sagne 'ncannulate di orzo artigianali, le sagne attorcigliate. Le sagne ncannulate sono un classico esempio di come la preparazione tradizionale dei piatti fatti a mano, continua ancora oggi. Rimandano a una vita fatta di povertà e di semplicità. Le sagne 'ncannulate di orzo  artigianali e/o di grano  venivano preparate durante la domenica e per il condimento venivano scelti i prodotti stagionali. In particolare vengono preparate con un sugo di pomodori maturi “ricchi di sole della Puglia” ed una abbondante grattata di ricotta salata o un po’ di ricotta forte, chiamata schianta, prodotti tipici del Salento. Piatto semplice, fatto apposta per esaltare i veri sapori e la genuinità che solo i prodotti di qualità sanno dare. Sagne'ncannulate di orzo Il vino ideale da abbinare a questo piatto è un vino prodotto da vigneti di Negroamaro, uva autoctona del Salento. Le sagne ‘ncannulate di orzo sono presenti nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali redatto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. 30 aprile1998, n. 173) e nell’Atlante dei prodotti tipici alimentari Pugliesi. A questo punto non resta che metterci a tavola e…buon appetito!
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PINEA – Vino Bianco Salento I. G. T.

6.50

IL VINO PUGLIESE

LA STORIA

La Puglia è una regione del sud Italia affacciata sul versante adriatico che, con i suoi 105 mila ettari di superficie vitata, ricopre ad oggi un piccolo ruolo nel vasto panorama della viticoltura italiana: l’attenzione dei produttori verso la produzione, che in passato era rivolta alla quantità, si sta man mano spostando verso una maggiore qualità. La viticoltura in Puglia risale al periodo precedente ai Fenici, prima del 2000 a.C.. Furono tuttavia i commercianti fenici a introdurre nuovi vitigni e tecniche di produzione più sviluppate. Con i Greci, la viticoltura pugliese continuò ad espandersi, fino all’intero periodo dell’Impero Romano e oltre. Nel XIX secolo, la produzione vitivinicola pugliese non si arresta, ma cresce ulteriormente: infatti con la diffusione della fillossera, la produzione vinicola in tutta l’Europa subisce un brusco calo e i commercianti europei, e soprattutto francesi, iniziano ad acquistare consistenti quantitativi di vini pugliesi fino all’arrivo anche qui di questo parassita animale. I vigneti pugliesi sono dominati in maniera incontrastata dai vitigni a bacca rossa, che ricoprono più dell’80%. I vitigni che regnano nel territorio vitivinicolo della Puglia sono negroamaro e primitivo, seguiti da bombino bianco e nero, trebbiano toscano, uva di Troia, sangiovese, montepulciano, malvasia nera. Oltre alle 4 Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (DOCG), la Puglia include 28 Denominazioni di Origine Controllata (DOC), il più alto numero di DOC in Italia dopo la Toscana. In tutto il territorio pugliese è possibile produrre la DOC Aleatico di Puglia. A nord, in provincia di Foggia, si trovano le DOC Tavoliere, San Severo, Cacc’è mmitte di Lucera e Orta Nova, mentre nella provincia di Barletta-Andria-Trani abbiamo le DOC Rosso di Cerignola, Barletta e Moscato di Trani. In provincia di Bari, sorgono le 3 DOCG Castel del Monte Bombino Nero, Castel del Monte Nero di Troia Riserva, Castel del Monte Rosso Riserva, con la relativa DOC di ricaduta Castel del Monte - in comune con la provincia di Barletta-Andria-Trani -, oltre alle DOC Gravina e Gioia del Colle. Nella parte sud, tra Brindisi, Taranto e Lecce, troviamo tante DOC che ricoprono zone di produzione molto piccole, quali Negramaro di Terre d’Otranto, Terra d’Otranto, Locorotondo, Martina Franca, Ostuni, Colline Joniche Tarantine, Brindisi, Lizzano, Salice Salentino, Squinzano, Leverano, Copertino, Nardò, Galatina, Alezio e Matino. In questo territorio, inoltre, emerge la quarta DOCG della regione: il Primitivo di Manduria Dolce Naturale, con la relativa DOC Primitivo di Manduria
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA – ANFORA PREGIATA DA 250 ML

4.50

L’olio extravergine di oliva dell’azienda Tenuta Roca Nuova (blend tra le varietà Ogliarola SalentinaCellina di Nardò e Leccino) è un olio elegante e di alta qualità, fiore all’occhiello della nostra produzione. Ha un grande potere nutraceutico dovuto all’alto livello di polifenoli in esso contenuto.

Luogo di produzione

Agro di Melendugno – Salento –  sito al centro della penisola salentina.

Epoca e metodo di raccolta

Dalla prima alla seconda decade di ottobre. Brucatura a mano e pneumatica.

Estrazione

A ciclo continuo. Spremitura a freddo entro tre ore dalla raccolta.

Profilo organolettico

All’olfatto il fruttato è ampio e pulito, caratterizzato da sentori di vegetali freschi e mandorla. Al gusto è avvolgente e sapido, con giusto equilibrio di amaro e piccante. Conferma le note decise di vegetali freschi ed erbe aromatiche.

Abbinamenti consigliati

Ideale per piatti a base di pesce, crostacei, frutti di mare, tartare di carne, verdure cotte e insalate, capresi, pinzimoni.

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LU MARE – LIQUORE DI PESCA E MELA

15.00
Per chi non ama molto gli alcolici o per i più piccoli consigliamo questa bella ricetta:

FRULLATO DI PESCA E MELA

Frullato di pesca e mela
Tempo10 min
DifficoltàFacile
Porzioni2
CostoBasso

Presentazione

Il frullato di pesca e mela è un preparato sano, gustoso e rinfrescante perfetto per l'estate. Quando arriva la stagione calda solitamente si cerca sempre di cambiare un po' l'alimentazione depurandosi con bevande leggere e molto nutrienti. Questo frullato è una bevanda ricca di fibre, sali minerali e vitamine piacevole per il palato ma anche ottima per la salute. La pesca, infatti, è un frutto molto ricco di potassio e soprattutto di vitamina C. Contiene anche betacarotene, ideale per facilitare l'abbronzatura in estate, e vitamine del gruppo B e K. Invece, la mela detiene una buona quantità di vitamina C e betacarotene e poi un'importante sostanza conosciuta come quercetina. I due frutti, messi nel mixer con qualche goccia di succo di limone, vengono frullati insieme al ghiaccio dando vita a una bevanda cremosa. Il frullato di pesca e mela è una buona soluzione sia per gli adulti che per i più piccoli che non amano gustare la frutta a pezzi.

Preparazione

COME FARE IL FRULLATO DI PESCA E MELA

Preparare questo frullato è davvero semplice e veloce, ci occorreranno pochi minuti. Prendiamo le pesche e le mele, laviamole bene quindi, sbucciamole e tagliamole a pezzi piccoli. Trasferiamo la frutta dentro il boccale del mixer con quattro cucchiai di succo di limone e alcuni cubetti di ghiaccio. Frulliamo til tutto e quindi serviamo decorando il bicchiere con una fettina di limone.

Consigli

Si consiglia di aggiungere un pizzico di zenzero in polvere per dare un tocco di sapore esotico e particolare. In alternativa, chi ama i gusti dolci e i profumi può mettere nel frullato anche un pizzico di cannella. Ovviamente è meglio scegliere solo una tra le due spezie per non creare sapori disarmonici e spiacevoli. Se, invece, si vuole bilanciare l'acidità del succo di limone si può aggiungere un cucchiaino di zucchero oppure di miele. Inoltre, il frullato di pesca e mela si deve preparare sempre al momento così le vitamine e gli enzimi della frutta non si ossidano.

Per quale occasione

Il frullato di pesca e mela è una bevanda molto versatile: è possibile berla la mattina per accompagnare una bella colazione oppure il pomeriggio così da fare una merenda sana e genuina. Questo frullato rinfrescante è ottimo anche per energizzarsi dopo una giornata stancante o da offrire ai ospiti nelle calde giornate estive. La bevanda poi è consigliata anche per i bambini che mangeranno la frutta molto più volentieri.
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