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OLIVE VERDI IN SALAMOIA

6.50

 Olive verdi in Salamoia

Le nostre olive verdi non solo ti delizieranno con il loro gusto irresistibilmente speziato, ma ti condurranno in un viaggio culinario Salentino in  una soleggiata giornata di fine estate. Anche tu senti già il canto delle cicale?

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Naturali e aromatiche

Le olive verdi vengono raccolte particolarmente in anticipo, ciò che conferisce loro un sapore intenso. Anche la polpa è un po' più soda di quelle delle olive mature.  Prima di arrivare a casa tua, vengono messe in salamoia e lasciate allo stato naturale con il nocciolo cosi da non perdere il gusto fresco e speziato.

Olive verdi: una delizia a tutto tondo

Le nostre olive verdi in salamoia sono ideali per la preparazione di paste salate e salse fresche o per affinare piatti e insalate. Naturalmente le si possono usare anche per fare il pane alle olive in casa o come ingrediente per piatti e ricette mediterranee dal sapore speziato. Il loro gusto forte conferirà un tocco speciale a qualsiasi tua creazione culinaria. Se vuoi rendere il tuo aperitivo con gli amici gustoso e piccante, prova le olive verdi in compagnia di un bicchiere di vino del Salento o con una nostra birra artigianale Bearbante Salentina. 

La particolarità delle nostre olive verdi

Come già ben sai, molto spesso le olive vengono offerte denocciolate per facilitarne la lavorazione o il consumo diretto. Tuttavia, spesso si dimentica che le olive senza nocciolo perdono molto più velocemente il loro aroma particolare. Se vuoi il massimo del gusto piccante, acquista da noi le olive verdi con nocciolo. Tieni anche presente che non sono solo una fonte di fibre, ma anche ricchi di acidi grassi insaturi.
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Vino Rosso I.G.P di Puglia, Nero di Troia

12.00

Nero di Troia

Il vino rosso pugliese Nero di Troia è prodotto con uve della cultivar nero di troia, tipiche ed esclusive delle colline della murgia nord barese. Un vino dal risultato finale esplosivo:
  • colore rosso rubino intenso con riflessi violacei
  • aroma fruttato ed un gusto pieno e di grande corpo
  • robusto caratterizzato da sentori di frutti rossi.
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OLIO VERGINE DI OLIVA, ESTRATTO A FREDDO, LATTINA DA 5 LITRI

30.00

Olio Vergine di Oliva, Estratto a Freddo, lattina da 5 litri

Gusto: FRUTTATO DELICATO

Si definisce così l’olio ottenuto dalla spremitura delle olive mediante processi esclusivamente meccanici, in condizioni che ne prevengano qualunque tipo di alterazione.
Per essere classificato come tale, l'olio di oliva vergine non deve subire alcun trattamento, oltre al lavaggio delle olive, alla decantazione, alla centrifugazione e alla filtrazione.
In base alla percentuale di acidità libera e al profilo organolettico, gli oli di oliva vergini si distinguono in:
  • OLIO DI OLIVA EXTRA VERGINE: l’olio di oliva vergine con caratteristiche organolettiche superiori, privo di difetti, con acidità libera, espressa in acido oleico, che non supera gli 0,8 grammi per 100 g (≤ 0,8%).
  • OLIO DI OLIVA VERGINE: caratterizzato da un’acidità libera, espressa in acido oleico, che non supera i 2 grammi su 100 g (≤ 2,0%).
  • OLIO DI OLIVA VERGINE LAMPANTE: non ne è ammessa la vendita al dettaglio perché  caratterizzato da difetti organolettici e un’acidità libera elevata che, espressa in acido oleico, è superiore a 2 grammi per 100 g (> 2,0%).
Nel 2020 ha ricevuto la menzione speciale, al Puglia Food Awards come uno tra i migliori oli extravergini pugliesi. blankLe olive vengono macinate a freddo entro massimo tre ore dalla raccolta presso un frantoio di fiducia,  danno così vita ad un olio dal colore verde, leggermente velato. Il profumo si presenta molto fruttato ma pulito, caratterizzato da sentori di vegetali freschi e mandorla. Il gusto è avvolgente e sapido, con giusto equilibrio di amaro e piccante. Conferma le note decise di vegetali freschi ed erbe aromatiche, in un buon equilibrio tra amaro e piccante. Chiude con una nota che ricorda l'origano.  L'olio extravergine di oliva, estratto a freddo, da usare principalmente a crudo, è ideale per piatti a base di pesce, crostacei, frutti di mare, tartare di carne, verdure cotte e insalate, capresi, pinzimoni. Ha un grande potere nutraceutico dovuto all'alto livello di polifenoli in esso contenuto.

CHE DIFFERENZA C’È TRA OLIO D’OLIVA, OLIO VERGINE D’OLIVA E OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA?

 
Risultato immagini per olio extravergine di oliva
L’olio è alla base della piramide alimentare in un’alimentazione sana ed equilibrata. Colonna portante della dieta mediterranea, l’olio è sempre presente sulle nostre tavole. Base grassa del soffritto del ragù, parte di una marinatura, mezzo di cottura per i fritti o semplicemente un giro a crudo sull’insalata. Intorno alla magnifica e costante presenza del cosiddetto “oro della terra”, si è creata però molta confusione quando si deve distinguerne le topologie. Scorrendo le pagine del web ci sono tante imprecisioni che spesso disorientano il consumatore anziché fugare i suoi dubbi. Cosa strana dato che la materia è stata ampiamente e precisamente disciplinata dall’UE. Sotto il profilo merceologico e dal punto di vista commerciale con il Reg CE 1513/2001. La disciplina suddivide l’olio in sei categorie e per la prima di esse prevede due sottocategorie. Per semplificare ci concentriamo sulla differenza tra olio d’oliva, olio vergine d’oliva e olio extravergine Sappiamo per certo che l’olio extravergine d’oliva è il migliore. Ci è stato ripetuto a casa, in televisione, dal medico o dal personal trainer in palestra: è vero! Ma perchè? A questa domanda si allaccia la prima distinzione che riguarda la differenza tra olio vergine e olio extravergine di oliva. Ambedue fanno parte della categoria degli oli vergini. Gli oli vergini sono ottenuti attraverso un processo meccanico di estrazione. Non subiscono trattamenti mediante l’utilizzo di solventi o altri processi chimici. Gli unici trattamenti che possono subire sono il lavaggio, la decantazione, la centrifugazione e la filtrazione. La condizione essenziale è che l’olio non subisca alcuna alterazione.

MA QUAL’È LA DIFFERENZA TRA OLIO VERGINE ED OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA?

La risposta è l’acidità. – Olio extravergine di oliva. Deve avere tutte le caratteristiche descritte sopra e un quantitativo di acido oleico che può arrivare al massimo a 0,8g per 100g. – Olio vergine d’oliva. Oltre alle caratteristiche proprie della sua categoria, deve avere un quantitativo di acido oleico al massimo di 2g per 100g. Importante è capire che l’acidità che percepiamo semplicemente col nostro palato non sempre corrisponde a quella effettiva che è il risultato di un’attenta analisi chimica. Ora che conosciamo la differenza tra olio vergine e olio extravergine d’oliva possiamo aggiungere il tassello mancante: la loro differenza rispetto all’olio d’oliva. L’OLIO D’OLIVA Quando al supermercato vedete nell’etichetta Olio di oliva significa che è un olio ottenuto dal taglio di olio di oliva raffinato con un olio di oliva vergine. Ha un quantitativo di acido oleico non superiore a 1 g per 100 g. L’olio di oliva è il frutto del mescolamento tra l’olio d’oliva raffinato e un olio vergine o extravergine. La raffinazione dell’olio avviene mediante processi chimici su oli ricavati da olive che possono avere difetti perchè attaccate da mosche o insetti di altro tipo o su oli che hanno un contenuto di acidi oleici tali da non poter rientrare nella categoria dei vergini. L’olio d’oliva per quanto abbia un tenore di acidità inferiore rispetto all’olio extravergine e vergine di oliva, è di qualità inferiore perchè frutto del taglio di oli ottenuti per mezzo di processi differenti. Se volete vedere gli altri formati visionate il nostro shop: https://tenutarocanuova.com/categoria-prodotto/olio-extravergine-di-oliva/
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OLIVE NERE CELLINE AROMATIZZATE AL MIRTO

5.00

Olive nere Celline, aromatizzate al mirto

Olive tipiche della Puglia, si raccolgono a Novembre, conservate in acqua e sale. Ottime come condimento, ma anche da mangiare al naturale. Fermentazione naturale per sei mesi con sale. Nere come l'inchiostro.

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PROSECCO ROSE’ – BRINDEASY BRUT – 100% NEGROAMARO

12.0054.00

Brindeasy Brut Rosè - Prosecco -

100% NEGROAMARO

Il nostro prosecco Brindeasy Brut Rosè, è prodotto con il Metodo Martinotti o Metodo Charmat (dai nomi dell'astigiano Federico Martinotti, che inventò il metodo, e di Eugéne Charmat, che brevettò l'attrezzatura per metterlo in pratica) nasce da vino  rosso fermo vinificato in rosato: dopo aver subito una prima fermentazione durante il normale processo di produzione, questi vini ne subiscono una seconda in autoclavi di acciaio, a temperatura e pressione controllate, con l'aggiunta di lieviti e zucchero. Durante questa fase, che dura da 30 giorni a 6 mesi, i lieviti "mangiano" gli zuccheri e li trasformano in alcol e anidride carbonica, dando vita alle caratteristiche bollicine.
A questo punto, il vino viene filtrato, avviene poi il dosaggio, cioè la "correzione finale" con l'aggiunta di una miscela di vino e zucchero, e infine l'imbottigliamento. Nel Metodo Charmat, la spumantizzazione si completa in bottiglia e quindi i vini, una volta imbottigliati, sono pronti per essere bevuti. Poiché è un processo piuttosto semplice e rapido, il Metodo Charmat dà vita a vini per lo più leggeri, freschi e dalle note fruttate, con un perlage (la struttura e la dimensione delle bollicine) abbastanza grossolano ed evanescente: ecco come nasce il nostro Prosecco Rosè Brindeasy.
 
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FARINA DI GRANO DURO SIMETO

3.5015.00

FARINA DI GRANO DURO SIMETO

Il Simeto è una varietà di frumento duro coltivato dalla nostra azienda nei terreni di proprietà situati nella splendida Torre dell'Orso. La farina che se ne ottiene, gialla e profumata, si presta bene alla preparazione di pasta e altri prodotti tipici della tradizione culinaria italiana blank La molitura artigianale a pietra del grano duro Simeto consente di conservare pienamente il patrimonio organolettico del frumento perchè non determina, durante il processo di macinazione, il surriscaldamento del chicco di grano. Prendono corpo così farine ad alto contenuto di fibra purissima, vitamine, proteine e sali minerali. Si apprezza il profumo autentico e la granulometria irregolare, nonchè la totale conservazione del germe, parte più nobile e saporita del seme. Farina dall'aspetto omogeneo, priva di grumi e frammenti grossolani. Indicata per Pane, pasta e altri prodotti da forno. Confezione da 1 kg e da 5 kg
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FORMAGGIO MISTO ALL’ORIGANO

10.00

FORMAGGIO MISTO ALL'ORIGANO

Il formaggio dal gusto estivo al sapore d'origano.

Il formaggio misto all’origano racchiude in sé i sapori tipici della cucina italiana: al primo assaggio ricorda immediatamente l’estate salentina, il sole, e la persistenza dell’aroma in bocca invita a proseguire nell’assaggio. Il mix di latte di mucca e di pecora, conferisce alla Caciottina un gusto equilibrato e delicato, accompagnato dal contrasto inimitabile dell'origano, ideale per uno spuntino o come ottimo accostamento per l’aperitivo all’italiana. È ottimo nella presentazione di antipasti freschi ed estivi. Può essere abbinato con vini bianchi e rosati, dal sentore erbaceo e buona acidità. Conservare in frigo da +2° a + 6°C per un massimo di 4 mesi - Forma intera
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AURORA VINO ROSATO SUSUMANIELLO

8.5045.00

AURORA - VINO ROSATO 100% SUSUMANIELLO

IL VINO PUGLIESE

LA STORIA

La Puglia è una regione del sud Italia affacciata sul versante adriatico che, con i suoi 105 mila ettari di superficie vitata, ricopre ad oggi un piccolo ruolo nel vasto panorama della viticoltura italiana: l’attenzione dei produttori verso la produzione, che in passato era rivolta alla quantità, si sta man mano spostando verso una maggiore qualità. La viticoltura in Puglia risale al periodo precedente ai Fenici, prima del 2000 a.C.. Furono tuttavia i commercianti fenici a introdurre nuovi vitigni e tecniche di produzione più sviluppate. Con i Greci, la viticoltura pugliese continuò ad espandersi, fino all’intero periodo dell’Impero Romano e oltre. Nel XIX secolo, la produzione vitivinicola pugliese non si arresta, ma cresce ulteriormente: infatti con la diffusione della fillossera, la produzione vinicola in tutta l’Europa subisce un brusco calo e i commercianti europei, e soprattutto francesi, iniziano ad acquistare consistenti quantitativi di vini pugliesi fino all’arrivo anche qui di questo parassita animale.

I vigneti pugliesi sono dominati in maniera incontrastata dai vitigni a bacca rossa, che ricoprono più dell’80%. I vitigni che regnano nel territorio vitivinicolo della Puglia sono negroamaro, malvasia, primitivo e susumaniello, da cui nasce il nostro vino rosato Aurora,  seguiti da bombino bianco e nero, trebbiano toscano, uva di Troia, sangiovese, montepulciano.

Oltre alle 4 Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (DOCG), la Puglia include 28 Denominazioni di Origine Controllata (DOC), il più alto numero di DOC in Italia dopo la Toscana. In tutto il territorio pugliese è possibile produrre la DOC Aleatico di Puglia. A nord, in provincia di Foggia, si trovano le DOC Tavoliere, San Severo, Cacc’è mmitte di Lucera e Orta Nova, mentre nella provincia di Barletta-Andria-Trani abbiamo le DOC Rosso di Cerignola, Barletta e Moscato di Trani. In provincia di Bari, sorgono le 3 DOCG Castel del Monte Bombino Nero, Castel del Monte Nero di Troia Riserva, Castel del Monte Rosso Riserva, con la relativa DOC di ricaduta Castel del Monte - in comune con la provincia di Barletta-Andria-Trani -, oltre alle DOC Gravina e Gioia del Colle. Nella parte sud, tra Brindisi, Taranto e Lecce, troviamo tante DOC che ricoprono zone di produzione molto piccole, quali Negramaro di Terre d’Otranto, Terra d’Otranto, Locorotondo, Martina Franca, Ostuni, Colline Joniche Tarantine, Brindisi tra cui troviamo Aurora Vino Rosato D.O.C. , Lizzano, Salice Salentino, Squinzano, Leverano, Copertino, Nardò, Galatina, Alezio e Matino. In questo territorio, inoltre, emerge la quarta DOCG della regione: il Primitivo di Manduria Dolce Naturale, con la relativa DOC Primitivo di Manduria.
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VINO NEGROAMARO ROSSO- PATRUNU RO – SALENTO IGT

7.0035.00

IL VINO PUGLIESE

PATRUNU RO’ - Vino Negroamaro - SALENTO ROSSO I.G.T.

LA STORIA

La Puglia è una regione del sud Italia affacciata sul versante adriatico che, con i suoi 105 mila ettari di superficie vitata, ricopre ad oggi un piccolo ruolo nel vasto panorama della viticoltura italiana: l’attenzione dei produttori verso la produzione, che in passato era rivolta alla quantità, si sta man mano spostando verso una maggiore qualità. La viticoltura in Puglia risale al periodo precedente ai Fenici, prima del 2000 a.C.. Furono tuttavia i commercianti fenici a introdurre nuovi vitigni e tecniche di produzione più sviluppate. Con i Greci, la viticoltura pugliese continuò ad espandersi, fino all’intero periodo dell’Impero Romano e oltre. Nel XIX secolo, la produzione vitivinicola pugliese non si arresta, ma cresce ulteriormente: infatti con la diffusione della fillossera, la produzione vinicola in tutta l’Europa subisce un brusco calo e i commercianti europei, e soprattutto francesi, iniziano ad acquistare consistenti quantitativi di vini pugliesi fino all’arrivo anche qui di questo parassita animale. blankI vigneti pugliesi sono dominati in maniera incontrastata dai vitigni a bacca rossa, che ricoprono più dell’80%. I vitigni che regnano nel territorio vitivinicolo della Puglia sono Negroamaro e primitivo, seguiti da bombino bianco e nero, trebbiano toscano, uva di Troia, sangiovese, montepulciano, malvasia nera. Oltre alle 4 Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (DOCG), la Puglia include 28 Denominazioni di Origine Controllata (DOC), il più alto numero di DOC in Italia dopo la Toscana. In tutto il territorio pugliese è possibile produrre la DOC Aleatico di Puglia. A nord, in provincia di Foggia, si trovano le DOC Tavoliere, San Severo, Cacc’è mmitte di Lucera e Orta Nova, mentre nella provincia di Barletta-Andria-Trani abbiamo le DOC Rosso di Cerignola, Barletta e Moscato di Trani. In provincia di Bari, sorgono le 3 DOCG Castel del Monte Bombino Nero, Castel del Monte Nero di Troia Riserva, Castel del Monte Rosso Riserva, con la relativa DOC di ricaduta Castel del Monte - in comune con la provincia di Barletta-Andria-Trani -, oltre alle DOC Gravina e Gioia del Colle. Nella parte sud, tra Brindisi, Taranto e Lecce, troviamo tante DOC che ricoprono zone di produzione molto piccole, quali Negramaro di Terre d’Otranto, Terra d’Otranto, Locorotondo, Martina Franca, Ostuni, Colline Joniche Tarantine, Brindisi, Lizzano, Salice Salentino, Squinzano, Leverano, Copertino, Nardò, Galatina, Alezio e Matino. In questo territorio, inoltre, emerge la quarta DOCG della regione: il Primitivo di Manduria Dolce Naturale, con la relativa DOC Primitivo di Manduria
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SENO DI PONENTE – Vino Rosato Salento I. G. T.

7.50

Come si fa e come si abbina il vino rosato

Sul vino rosato se ne sentono davvero di tutti i colori. In molti sono convinti che nasca dalla miscelazione di vini bianchi e rossi (pratica peraltro vietata dalla legge), e questo non ha certo aiutato la sua reputazione. Nonostante sia spesso snobbato e sottovalutato, questa tipologia di vino può regalare invece grandi sorprese: perché è versatile, fresco, e per molte caratteristiche è la via di mezzo perfetta tra bianco e rosso. Facciamo quindi un po' di chiarezza su come si fa il vino rosato, sulle sue caratteristiche e sugli abbinamenti! rosati_slider

Che cos'è il vino rosato

Il vino rosato, nasce in Italia durante la Seconda guerra mondiale: nel 1943, in Salento, l'azienda Leone De Castris produce il primo Five roses, ottenuto da 90% Negroamaro e 10% Malvasia Nera e molto diffuso ancora oggi in Italia e negli Stati Uniti. Seppur possano essere ottenuti con lavorazioni leggermente diverse, i vini rosati sono ottenuti da uve a bacca rossa (tranne nel caso di alcuni spumanti la cui cuvèe di partenza è una miscela di uvaggi bianchi e rossi) con l'intento dichiarato di produrre un vino rosato. E il loro metodo di produzione è una via di mezzo tra quello dei vini rossi e dei vini bianchi. Perché?

Come si fa il vino rosato

Perché in molti casi comincia come quello dei vini rossi, cioè con la pigiatura e la macerazione del mosto a contatto con le bucce, che conferiscono tannini, aromi, polifenoli e il caratteristico colore rosso. Il contatto con le bucce, però, dura molto meno rispetto a quanto avviene per i vini rossi (da poche ore a 2 giorni, a seconda della tipologia di uva, del colore e dell'aromaticità desiderati), motivo per il quale il colore finale è rosato; dopodiché il processo segue i medesimi step della vinificazione in bianco: fermentazione in contenitori di acciaio e cemento e non di legno, svinatura e imbottigliamento. Per via del basso contenuto di polifenoli e della tendenza a perdere rapidamente acidità e aromaticità, i vini rosati non sono adatti per l'affinamento in bottiglia e danno il meglio di sé se consumati entro due anni dalla vendemmia. come_si_fanno_vini_rosati

Le tipologie di vino rosato

Dopo una descrizione generale, entriamo un po' di più nel dettaglio. I vini rosati si suddividono in varie categorie a seconda della tipologia e delle tempistiche della macerazione: - Vin gris (vino grigio): hanno un colore rosa tenue, sono ottenuti da uve a bassa capacità colorante. Il colore del vino viene rilasciato dall'uva stessa durante la pigiatura e la macerazione del mosto a contatto con le bucce non viene effettuata. - Blush wines: prodotti con una tecnica simile a quella dei vin gris negli Stati Uniti, vengono vinificati in bianco, ottengono il colore durante la pigiatura e sono lievemente effervescenti. - Vini di una notte: effettuano una macerazione del mosto a contatto con le bucce per un periodo di 6/12 ore. - Vini di un giorno: in questo caso la macerazione dura attorno alle 24 ore. - Saignée o salasso: durante la macerazione delle uve rosse a contatto con le bucce, viene prelevata una parte del mosto (fino al 20-30%) che viene vinificata in bianco.

Gli abbinamenti con i vini rosati

Pur avendo un aspetto più simile ai vini rossi, i vini rosati al gusto ricordano di più i vini bianchi. Generalmente, hanno un profumo piuttosto fruttato e floreale, mentre in bocca sono freschi ed equilibrati, con un tannino molto lieve e senza gli eccessi dei vini rossi strutturati. Per questo, sono una soluzione molto versatile e spesso vincente nell'abbinamento con i cibi, soprattutto quando appare difficile la scelta tra rosso e bianco. Sono quindi ottimi con antipasti di pesce, con piatti ricchi ma delicati come i risotti, con alcuni salumi, con le carni bianche, i piatti di verdure ma anche i dolci con la frutta. Caratterizzati da un grado alcolico solitamente compreso tra 12,5% e 13,5%, i vini rosati vengono apprezzati al meglio se serviti freschi, tra i 10 e i 12 C°.
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BIRRA ARTIGIANALE BEARBANTE SALENTINA IN FUSTI DA 5 LITRI

42.0048.00
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LA BIRRA ARTIGIANALE BEARBANTE SALENTINA

Come nasce?

Nasce da processi produttivi laboriosi e perlopiù manuali.  Si comincia con l’ammostamento, fase in cui si disciolgono gli zuccheri in acqua calda, la cui temperaturadipende dalla Tipologia di birra che si vuole ottenere. Quando ormai tutti gli zuccheri sono disciolti si passa alla filtrazione naturale del mosto facendolo scorrere lentamente tra le trebbie del malto, che trattenendo le eventuali farine ed impurità, rilasciano lentamente un mosto limpido e dolcissimo. Al mosto così ottenuto vengono aggiunti i fiori di diverse varietà di luppolo e portato ad ebollizione. Il processo completo richiede circa una giornata di lavoro. Al termine si procede ad un rapido raffreddamento e all’inoculo dei lieviti selezionati: esseri unicellulari che riescono a trasformare gli zuccheri in alcol, anidride carbonica e particolari esteri e sentori che caratterizzano il prodotto. La Birra Artigianale, si distingue da quelle non artigianali poiché NON E’ PASTORIZZATA, quindi è un prodotto “vivo” grazie al continuo lavoro dei lieviti, NE’ FILTRATA MECCANICAMENTE mantenendo inalterate le proprietà organolettiche e, SENZA CONSERVANTI. Viene prodotta in quantitativi limitati e c’è molta più cura e ricercatezza nella scelta delle materie prime. Una birra non artigianale è pronta per la vendita in pochi giorni, una birra artigianale richiede almeno 45/60 giorni tra fermentazione e rifermentazione naturale in bottiglia; per alcune addirittura, ci vogliono anni di pazienza e lavoro prima di poter essere degustate. Il lavoro e le lunghe attese, sono ripagate dalla piacevolezza e dalla complessità olfattiva-gustativa che il prodotto ci regala. Buona e tanta birra a tutti!!!  
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ZAFF – LIQUORE ALLO ZAFFERANO

15.00
Il Gran Liquore di San Domenico Zaff prende il nome dal Convento del XV secolo dei Frati Domenicani di Lecce, Oggi questo eccellente prodotto è stato riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali come P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tradizionale Pugliese) A un primo sorso, lo Zaff si presenta gentile, affabile, quasi fosse un ospite dolce e gradito che rivela solo in seguito una nota da despota: una volta mandato giù, infatti, permangono in bocca il sentore e sapore delle erbe, percebili in modo netto e deciso. Lo zafferano diviene elemento caratterizzante, grazie alle sue molteplici azioni, da quella stimolatrice dell’apparanto digerente sino a quella di contrasto per l’invecchiamento. Un rimedio per l’infelicità, ma anche un prodotto dalle proprietà afrodisiache, espressione del nostro amato patrimonio culturale italiano. Conservazione: Si consiglia di mantenere il liquore lontano da fonti di calore e luce intensa e di consumarlo preferibilmente entro un anno dall’apertura della bottiglia.
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