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MONNALIPA- BIRRA ARTIGIANALE – DOUBLE AMBER IPA

3.5042.00

MONNALIPA

Imperial India Pale Ale, Birra artigianale

Alta Fermentazione, Rifermentata in bottiglia

Gli amanti della birra artigianale americana sono grandi fan dell'IPA. La ricerca di più sapore di India pale ale li ha portati alla imperial India pale ale, una versione più forte dell'IPA americana, che vanta un sapore, un aroma e un amaro ancora più luppolati. La birra chiara imperiale dell'India è di colore più scuro dell'IPA americana, sostanzialmente più amara e ricca di alcol in volume. Questa versione tutta americana dell'IPA lascia i fan della birra artigianale con molte nuove creazioni da provare.

Nozioni di base di Imperial India Pale Ale

L'imperial India pale ale è caratterizzata da un alto amaro, sapore e aroma. Il carattere del luppolo è fresco ed evidente dall'utilizzo di qualsiasi varietà di luppolo. La gradazione alcolica è da medio-alta ad alta e particolarmente evidente con un corpo da medio-alto a pieno. Questo stile vuole mostrare il carattere fresco ed evidente del luppolo. Tutte queste caratteristiche si rispecchiano nella nostra birra artigianale MONNALIPA.

Spin americano sugli IPA

La birra artigianale è cresciuta grazie alla curiosità che i birrai artigianali americani hanno mostrato attraverso il loro ritocco delle classiche ricette di birra. L'amore per il sapore IPA americano che i consumatori di birra artigianale hanno dimostrato ha portato i birrai artigianali americani all'IPA imperiale. Lo stile imperiale della birra IPA si insinua verso alcune delle birre più forti nel contenuto di alcol, ma l'aumento del luppolo dalla ricetta originale della birra IPA conferisce un sapore più amaro e non porta lo stesso sapore di malto del vino d'orzo. Per i fan del sapore originale di India Pale Ale, l'IPA imperiale è la birra artigianale perfetta da esplorare. Nel 2020, al concorso Puglia Food Awards, la nostra Monnalipa, insieme alla Speciale e Ipanema, hanno ricevuto la menzione speciale nella categoria Birra Artigianale.
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SAGNE ‘NCANNULATE DI GRANO ARTIGIANALI

3.80

SAGNE 'NCANNULATE DI GRANO ARTIGIANALI

 sagne 'ncannulate di grano

Mare cristallino, spiagge assolate, pianure distese e verdi, gli ulivi, l’olio verde e denso; la pietra bianca delle vecchie abitazioni squadrate o dei trulli; i fichi d’India, i pomodori: i paesaggi della Puglia sembrano dipinti. IL GRANO IN PUGLIA È IMPIEGATO PER TANTI FORMATI DI PASTA IDENTITARI, TRA CUI LE SAGNE 'NCANNULATEUn clima mite, qualche vento, le nebbie notturne, fanno da scenario a lunghissimi terreni, pianeggianti o collinari, in cui coltivare frutta, ortaggi, cereali. Più del 20% del grano italiano è prodotto in queste terre e reinventato in piatti magnifici, semplici e saporiti, in grado di nobilitare i profumi e il gusto della regione intera. Il grano è impiegato per preparare il pane, ma soprattutto la pasta: cavatelliminchiarieddhitroccolistrascinati, per le paste delle cosiddette minestre maritate (quando sono aggiunte). E poi il grano è ingrediente base soprattutto nelle identitarie orecchiette che, cucinate a mano, rappresentano una piccola operazione d’ingegneria per trattenere i sughi e nobilitarne la degustazione: l’interno deve essere liscio, l’esterno ruvido e poroso. Accolgono cime di rapa, sughi di carne e guarnizioni con ricotta forte. Qualcosa di simile avviene per le sagne ‘ncannulate di grano artigianali, il piatto della domenica in Salento, studiato per avvolgere salse dense e succulente.
La tradizione delle lasagne a nastro è diffusissima in Italia, dalle pappardelle toscane alle lagane della Lucania; le sagne pugliesi sono le uniche, tuttavia, a non prevedere l’aggiunta di uova. Per l’impasto si usano 500 grammi di farina di semola di grano duro, acqua e un pizzico di sale. Tali ingredienti devono unirsi in un amalgama morbido e compatto, liscio all’esterno, per poi ricavarne una sfoglia dello spessore di pochi millimetri. L’aggiunta davvero caratteristica arriva dopo aver tagliato le fettucce: vanno arrotolate attorno al dito e ritorte, per diventare effettivament ‘ncannulate.
Anche per i condimenti, i Pugliesi si rivolgono alla ricchezza della loro terra, ai prodotti vivi e saporosi che lì sono coltivati. L’abbinamento tradizionale è quello con sugo e ricottaIL CONDIMENTO TRADIZIONALE PREVEDE SUGO DI POMODORO E RICOTTA FORTE, DETTA 'SCANTE IN DIALETTO. La Puglia detiene la maggiore varietà di ecotipi di pomodoro, oltre a una produzione davvero abbondante, tra le maggiori in Italia. Per ottenere una salsa corposa, al soffritto con olio e aglio si aggiunge molta passata di pomodoro, qualche pelato e mezzo bicchiere di latte, da lasciar sobbollire per circa 10, 15 minuti. Una parte del sugo va invece mescolata a parte con ricotta forte (tradizionalmente, si usano due cucchiai a persona). Una volta lessate e scolate le sagne, si può procedere a comporre il piatto: si mescola la pasta, il sugo ammorbidito col latte e quello riscaldato con la ricotta, aggiungendo pochi grani di pepe bianco e una nota croccante con qualche manciata di pangrattato. La ricotta forte (chiamata in dialetto ‘scante) costituisce una vera e propria sferzata di sapore: attualmente molti caseifici pugliesi la commercializzano confezionata, producendola da latte di pecora cagliato, cotto due volte, poi schiacciato e conservato in recipienti di terracotta; originariamente era preparata in casa, lasciando fermentare gli avanzi della ricotta. Quanto alle varianti, si può intervenire sull’impasto, mescolando alla semola farine di farro o d’orzo. Per il condimento, si può sfruttare uno sfizioso pesto di pomodori (frullando assieme pomodori freschi, pomodori secchi, pinoli, aglio, basilico e parmigiano), da guarnire con molto olio e pane croccante, oppure ricorrere ad altre preziose materie prime pugliesi: melanzane e pomodorini, cavolfiore e ricotta grattugiata, ragù di braciole tipico del barese, creme di legumi, ma si possono preparare anche versioni al forno con cardoncelli e lampascioni. Ogni ricetta può poi essere impreziosita con i tipici formaggi locali: burrata, caciofiore, caciocavallo silano, canestrato stagionato, pallone di Gravina. In ogni adattamento basterà ricercare il gusto rustico e vibrante di piatti poveri, decisi, accesi con pochi ingredienti, da gustare in famiglia, guardando o ricordando il mare cristallino, le spiagge assolate, le distese verdi, la pietra bianca. Qualche vento, le nebbie notturne.
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TARALLI DOLCI AL LIMONE

3.00
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ORECCHIETTE DI ORZO ARTIGIANALI

2.80

ORECCHIETTE DI ORZO ARTIGIANALI

Le orecchiette (parola italiana per "orecchie piccole") sono il tipo distintivo di pasta pugliese. A forma di orecchio e delizioso, questo tipo di pasta è perfetto per la tua carne, pesce e condimenti e contorni vegetariani. Sono i migliori in questa nuova versione di stile, stabilizzati grazie a una tecnologia esclusiva e sigillati sottovuoto per garantire qualità e genuinità senza l'uso di conservanti. Le orecchiette d'orzo hanno un sapore intenso, sono ricche di fibre e rappresentano una gustosa alternativa salutare alla normale pasta di grano.  
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SPUMÌ AL PISTACCHIO – CREMA DI LIQUORE AL PISTACCHIO

15.00

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DEI PISTACCHI

Un cibo da aperitivo, da sgranocchiare davanti alla tv; ma anche un ingrediente capace di caratterizzare con il suo aroma e la sua consistenza il condimento di una pasta, di dare croccantezza alla panatura di un taglio di carne, di rendere indimenticabili dolci, creme, gelati, granite. E i pistacchi sono ancora più di questo: rappresentano un mondo affascinante, sia dal punto di vista storico, con le loro origini mediorientali e la successiva diffusione in tutto il mondo, sia da quello botanico, prodotti da piante che possono arrivare ai trecento anni d’età, sia da quello delle proprietà alimentari, con la ricchezza dei loro principi nutritivi. In Italia, pistacchio richiama subito Bronte, comune alle pendici dell’Etna celebre proprio per il suo pistacchio Dop: presidio Slow Food, il cosiddetto oro verde di Bronte è protagonista di ricette che spaziano dal pesto alla siciliana o più specificamente alla brontese per la pasta, ai dolci, ai salumi; a fine estate la cittadina gli dedica una sagra di ambientazione storica, unendo così tradizione, gusto, rievocazione, storia, cultura gastronomica. Il pistacchio di Bronte è riconoscibile per le dimensioni , per il colore, verde smeraldo, e per il gusto, ed è un prodotto molto richiesto anche all’estero, dall’Europa al Giappone. Il pistacchio, Pistacia Vera, famiglia delle Anacardiaceae, è un albero originario del Medio Oriente, che può superare i dieci metri di altezza e i tre secoli d’età. Attualmente viene coltivato nei paesi mediorientali, in Cina, in California, nei paesi dell’Europa meridionale come Italia, Spagna e Grecia, ma anche in Australia; i principali produttori mondiali sono Iran, Turchia, Stati Uniti e Siria. La coltivazione è a scopo alimentare, poiché il pistacchio ha un’estrema versatilità, che permette di consumarlo sia da solo, sia in composizioni dolci o salate. In genere si trova in commercio essiccato e in guscio, oppure sgusciato e pelato, poiché il cosiddetto pistacchio è il seme della pianta, ed è racchiuso sia da un guscio sia da una pellicola. Appena raccolto, il pistacchio viene liberato dal mallo e viene essiccato, ancora in guscio. Poi a seconda della destinazione che prenderà il prodotto, verrà o no sgusciato e pelato, lasciato intero o reso in granella o in polvere, oppure ulteriormente trattato per farne farine, paste e altri prodotti. I pistacchi in cucina Una ciotola di pistacchi da sgusciare insieme a un bicchiere di vino è sempre un piacere da gustare, ma i pistacchi per un gastronomo sono una fonte di idee e ricette notevolissima. Possono accompagnare la pasta come condimento di un pesto, essere usati con le carni, anche quelle particolari come l’agnello, sotto forma di panatura; insaporiscono salumi come la mortadella; e il loro impiego in pasticceria spazia dai gelati alle creme, dai torroni alle torte. In commercio il pistacchio intero si trova in guscio, sgusciato o pelato, cioè privato della pellicola che avvolge il seme; è commercializzato anche sotto forma di granella, farina e pasta. La Sicilia, unica regione italiana a produrre pistacchi, è particolarmente ricca di ricette che ne esaltano il gusto e ne sanno sfruttare al meglio l’aroma. Si varia dalle salse ai primi, dai risotti alle paste, dalle lasagne agli gnocchi, ai fagottini. Il pesto per condire spaghetti o altri tipi di pasta si realizza con pistacchi di Bronte, basilico, pinoli e mandorle tostate (che possono essere sostituiti dalle noci), olio evo, sale, pepe, parmigiano. I pistacchi accompagnano i secondi di carne e pesce, dall’agnello al maiale al manzo al pollo, dalle alici al pescespada, come panatura, condimento o ripieno. In pasticceria, il pistacchio viene esaltato nelle torte, nei gelati e nelle granite, nei biscotti e nei semifreddi, nelle creme e nei torroni. Ma i pistacchi sono presenti anche nella cucina internazionale, soprattutto mediorientale: un esempio classico è il baklava, un dolce che si trova in molti paesi, dalla Turchia al Libano, con alcune varianti, e che di base viene realizzato con fagottini di vari strati sovrapposti di pasta fillo o pasta sfoglia, frutta secca, sciroppo di zucchero, miele, burro, limone ed eventuali spezie. Proprietà salutari Il pistacchio contiene molte calorie, quindi non è indicato per chi deve seguire diete a basso contenuto calorico; come tutta la frutta a guscio, c’è il rischio di allergie; inoltre è sconsigliato a chi ha problemi di diabete e ipertensione. Per il resto, non presenta particolari controindicazioni, e la sua ricchezza di vitamine e minerali ne fa un cibo interessante dal punto di vista delle proprietà. Per quanto per la maggior parte sia composto di grassi, si tratta di grassi monoinsaturi, che aiutano a regolare la quantità di colesterolo nel sangue e quindi ad aiutare la salute del sistema cardiovascolare. Uno studio condotto nel 2008 negli Stati Uniti su tre gruppi di volontari è stato incentrato sull’eventualità che un consumo moderato di pistacchi ogni giorno possa essere in grado di abbassare i livelli di colesterolo totale e soprattutto colesterolo Ldl, responsabile dei danni al sistema cardiovascolare. Il consumo era effettuato sotto costante controllo medico, per bilanciare la quantità di sale e grassi che vengono ingeriti con semi di pistacchio. Iniziative individuali in tal senso, effettuate senza consultare un medico, rischiano di apportare più danni che benefici. Le sostanze presenti in questo seme, come isoflavoni, luteina e polifenoli, inoltre hanno proprietà ricostituenti e antiossidanti. Valori nutrizionali Cento grammi di pistacchi equivalgono a più di 600 kcal, derivanti dal 56 per cento circa di grassi, dal 27 per cento circa di carboidrati e dal 18 per cento circa di proteine. I pistacchi contengono molta vitamina A, vitamine B1B2, B3 e B6, vitamina C ed E. Rilevante la presenza, tra i minerali, di potassiofosforomagnesiocalcio e, in minore quantità, ferro e rame.
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FRISE DI ORZO

3.50
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MACCHERONI DI GRANO ARTIGIANALI

2.80

Maccheroni di grano artigianali con il ferro (maccarruni o minchiarieddi pugliesi)

Maccheroni di grano artigianali
  I Maccheroni sono un tipo di pasta fatta in casa realizzata con il ferro (o ferretto, un filo di ferro spesso circa 2 millimetri, dalla forma quadrangolare) a base di semola rimacinata di grano duroacqua e saletipico della Puglia, a forma di sottili cilindretti lunghi quanto un mignolo, che nel dialetto salentino prende  l’appellativo di maccarruni o minchiarieddi.maccheroni artigianali La ricetta perfetta li vede accompagnate al sugo di carne (polpette e brasciole) o ancora al sugo di pomodoro e ricotta forte di pecora. I Maccheroni con il ferro (maccarruni o minchiarieddi pugliesi), simbolo della sessualità maschile, vengono spesso uniti alle Orecchiettepasta a forma di piccole orecchie, fatta con il medesimo impasto dei Maccheroni, simbolo della sessualità femminile, formando così i Maritati (= sposati), un’accoppiata di pasta protagonista dei pranzi nuziali salentini del passato, ben augurante per un matrimonio fecondo e sereno. Quella che vi presento è la Ricetta originale dei Maccheroni di grano artigianali pugliesi, quella della mia cara nonna, quella di tutte le donne pugliesi di una volta. Conservatela gelosamente, perchè è la ricetta rappresentativa della meravigliosa regione Puglia.

Ingredienti

  • 200 g semola rimacinata di grano duro
  • 100 ml acqua naturale bollita e fatta raffreddare a temperatura ambiente
  • 1 presa sale

Istruzioni

  1. Impastate la semola rimacinata di grano duro con l’acqua (fatta precedentemente bollire e poi raffreddare a temperatura ambiente) formando un impasto duro e omogeneo che coprirete con pellicola o canovaccio umido e farete riposare per 30 minuti.
  2. Prendete un pezzettino d’impasto alla volta, tenendo ben coperto il resto (perché tende ad indurirsi). Formate un salsicciotto molto sottile (1/2 cm) e dividetelo in tanti tocchetti lunghi quanto un mignolo.
  3. Allineate 3-4 salsicciotti alla volta, separati 2-3 cm l’uno dall’altro. Prendete il ferretto per pasta (quadrangolare) e posatelo sopra, premendo leggermente. Fate scivolare avanti e indietro velocemente e sfilate dal ferro i maccheroni formati. Procedete così per tutto l’impasto.
  4. Disponete i maccheroni su di un vassoio spolverato di semola e fateli asciugare scoperti per un paio d’ore, prima di cuocerli.
  5. Se ne fate in abbondanza potete conservarli seccandoli o anche congelandoli e tirandoli fuori al momento giusto: basterà metteterli in freezer direttamente con il vassoio. Una volta congelati potrete poi riporli in un sacchetto per freezer, senza rischiare che si attacchino uno all’altro, e conservarli fino ad un massimo di 2 mesi.
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“CARMINIO” -ROSSO – IGT SALENTO – NEGROAMARO BARRICATO

10.00
"CARMINIO" -ROSSO - IGT SALENTO - NEGROAMARO BARRICATO
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MIELE DI CARDO

8.50

MIELE DI CARDO

Cardo: proprietà, valori nutrizionali, calorie

Il cardo è un ortaggio singolare, ottimo per il fegato e per depurare l'organismo ma che necessita di una lunga pulizia e preparazione. Scopriamolo meglio. >  1. Descrizione del cardo >  2. Proprietà  e benefici  >  3. Calorie e valori nutrizionali del cardo >  4. Cardo, alleato di >  5. Curiosità sul cardo >  6. Una ricetta con il cardo Cardo  

Descrizione dei Cardo

Il cardo o carciofo selvatico è una varietà di ortaggio nota scientificamente con il nome di Cynara cardunculus altilis, una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Si tratta di una pianta erbacea perenne dall'aspetto eretto, di colore verde e gambi più chiari o biancastri e di altezza che può raggiungere i due metri, ramificato in fioritura, robusto e striato, presenta foglie alterne e in certi casi spine. I fiori sono rosa-violaceo e si sviluppano sulla parte superiore della pianta. Esistono diverse varietà di cardo: il cardo coltivato (C. cardunculus altilis), il cardo selvatico (C. cardunculus sylvestris), il carciofo (C. cardunculus subsp. scolymus). In particolare esiste una varietà di cardo selvatico diffuso in tutto il centro, il meridione e nelle isole, chiamato cardo mariano (Silybum marianum) o anche "cardo benedetto" o "cardo della Madonna". Originario delle zone mediterranee, coltivato anche in zone secche e aride, il cardo  si usa sia come prodotto alimentare, nelle varietà del cardo e del carciofo, che anche come preparato fitoterapico (cardo selvatico o mariano). Contrariamente ad altre verdure il gelo è fondamentale per il cardo, infatti, dopo una gelata, la consistenza di questo ortaggio diventa migliore e più tenera. Il sapore ricorda quello amarognolo del carciofo.  

Proprietà e benefici dei Cardo

Usato selvatico in fitoterapia in estratti e tisane, il cardo alimentare è noto per le sue virtù depurative, in particolare come tonico per il fegato grazie alla presenza di una sostanza nota come silibina che aiuta a smaltire le tossine accumulate nell'organismo. Inoltre ha anche proprietà lassative, essendo molto ricco di fibre. Contiene anche sostanze antiossidanti, che contribuiscono a mantenere giovane l'organismo, sali minerali e vitamine. L'insieme conferisce al cardo anche proprietà anticolesterolemizzanti, digestive e bruciagrassi. Il cardo si pulisce tagliando in pezzi il lungo gambo ed eliminando la parte filamentosa delle coste, fino ad arrivare al cuore chiaro e tenero; se dopo averlo lavato non viene subito preparato, bisogna mettere i gambi del cardo in acqua acidulata, altrimenti anneriscono. Per evitare che il cardo annerisca anche con la lessatura è consigliabile cuocerlo in acqua con il succo di mezzo limone o con un cucchiaio di farina. Buono lessato (la cottura è molto lunga, dalle due alle 4 ore sono necessarie), viene cucinato in vari modi. Solo il cardo gobbo di Nizza Monferrato o altre tipologie più pregiate sono buone anche consumate crude.  

Calorie e valori nutrizionali dei Cardo

100 grammi di Cardo apportano circa 17 kcalorie. Per ogni 100 grammi di questo alimento abbiamo:
  • Acqua  g 94
  • Fibre  g 1,6
  • Zuccheri 3,9 g
  • Proteine 0,7 g
  • Grassi 0,1 g
  • Carboidrati 4 g
  • Potassio 400 mg
  • Sodio 170 mg
  • Calcio 70  mg
  • Vitamina B2 0,004
 

Cardo mariano: posologia e come usarlo nelle ricette

 

Cardo alleato di

Il cardo, ottimo depurativo naturale, è alleato di fegato, utile per la salute dell'intestino ed è un ottimo tonico per tutto l'organismo in genere.  

Curiosità sui Cardo

In tempi antiche e tutt'ora in alcune zone della Toscana i semi di cardo e i germogli servivano per fare cagliare il formaggio. Recentemente il cardo trova impiego anche nella filiera energetica, poichè i semi possono essere utilizzati per la produzione di biodiesel, mentre la biomassa residuale per la produzione di energia termica. Tra le molte varietà di cardo, oltre alle già citate, ricordiamo il cardo di Bologna senza spine, il piemontese cardo di Chieri, il pregiato cardo di Tours, il cardo gigante di Romagna, il cardo triste, con i fori rosso scuro, il cardo alato delle zone umide.  L'annuale Sagra del cardo si tiene ad Andezeno, in provincia di Torino.
 
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PESTO DI CIME DI RAPA

5.00

PESTO DI CIME DI RAPA

Il Pesto di cime di rapa della Tenuta Roca Nuova, è un prodotto artigianale ottenuto dalla lavorazione di ortaggi freschi, appena raccolti, senza l’aggiunta di coloranti e conservanti. E’ ideale come condimento per tagliatelle e paste lunghe e si abbina perfettamente alle tipiche ORECCHIETTE di GRANO o di Orzo pugliesi. Il nostro pesto di cime di rapa inoltre, è ottimo spalmato su bruschette o crostini. Senza conservanti chimici, una volta aperto si può conservare in dispensa ricoprendo il prodotto con un filo di olio extra vergine d’oliva, preferibilmente OLIO E.V.O. di Tenuta Roca Nuova
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TARALLI PATATE E ROSMARINO

3.00

Taralli artigianali al gusto Patate e Rosmarino, fatti a mano

I taralli artigianali di Tenuta Roca Nuova, al gusto di patate e rosmarino, sono preparati con un impasto a base di farine di grano selezionato, vino bianco, il nostro olio extra vergine d'oliva. Prodotto tipico pugliese, è reso originale dalla sua friabilità e dal gusto che lo rende stuzzicabile ai più esigenti palati. CONFEZIONAMENTO: 
  1. Imballo primario: confezionati in buste "per alimenti" ai sensi del D.M. 21/03/1973 da gr. 300.
  2. Imballo secondario: cartone espositore contenente n. 25 pezzi da grammi 300
  3. Palletts: tipo Epal, contiene 8 colli per strato per 5file per un totale di 40 colli .
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