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FARINA DI GRANO DURO SIMETO

3.5015.00

FARINA DI GRANO DURO SIMETO

Il Simeto è una varietà di frumento duro coltivato dalla nostra azienda nei terreni di proprietà situati nella splendida Torre dell'Orso. La farina che se ne ottiene, gialla e profumata, si presta bene alla preparazione di pasta e altri prodotti tipici della tradizione culinaria italiana La molitura artigianale a pietra del grano duro Simeto consente di conservare pienamente il patrimonio organolettico del frumento perchè non determina, durante il processo di macinazione, il surriscaldamento del chicco di grano. Prendono corpo così farine ad alto contenuto di fibra purissima, vitamine, proteine e sali minerali. Si apprezza il profumo autentico e la granulometria irregolare, nonchè la totale conservazione del germe, parte più nobile e saporita del seme. Farina dall'aspetto omogeneo, priva di grumi e frammenti grossolani. Indicata per Pane, pasta e altri prodotti da forno. Confezione da 1 kg e da 5 kg
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OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA – ANFORA PREGIATA DA 250 ML

6.50

L’olio extravergine di oliva dell’azienda Tenuta Roca Nuova (blend tra le varietà Ogliarola SalentinaCellina di Nardò e Leccino) è un olio elegante e di alta qualità, fiore all’occhiello della nostra produzione. Ha un grande potere nutraceutico dovuto all’alto livello di polifenoli in esso contenuto.

Nel 2021 ha ricevuto il premio come vincitore nella categoria OLIO  EVO, al Puglia Food Awards

Luogo di produzione

Agro di Melendugno – Salento –  sito al centro della penisola salentina.

Epoca e metodo di raccolta

Dalla prima alla seconda decade di ottobre. Brucatura a mano e pneumatica.

Estrazione

A ciclo continuo. Spremitura a freddo entro tre ore dalla raccolta.

Profilo organolettico

All’olfatto il fruttato è ampio e pulito, caratterizzato da sentori di vegetali freschi e mandorla. Al gusto è avvolgente e sapido, con giusto equilibrio di amaro e piccante. Conferma le note decise di vegetali freschi ed erbe aromatiche.

Abbinamenti consigliati

Ideale per piatti a base di pesce, crostacei, frutti di mare, tartare di carne, verdure cotte e insalate, capresi, pinzimoni.

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CONFETTURA di MELAGRANA

5.00

CONFETTURA DI MELAGRANA

Consigli La Confettura di melagrana è una vera specialità, una conserva dal sapore particolare per utilizzare questa frutta di stagione dalle mille proprietà. Se volete un consiglio, utilizzate solo il succo di questo frutto, operazione che si effettua con un comunissimo premi agrumi, non bisognerà infatti sgranare il melograno, il che vi porterà a risparmiare molto tempo. Al succo ottenuto quindi dovrete solo aggiungere zucchero, succo di limone e dei pezzettini di mela, un frutto ricco di pectina che farà addensare la vostra confettura in maniera naturale , ed il gioco è fatto. Certo, i tempi di cottura sono un pò lunghetti, ma la marmellata di melograno è davvero da provare.
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FORMAGGIO MISTO AL PEPERONCINO

10.00

FORMAGGIO MISTO AL PEPERONCINO

Il formaggio misto al peperoncino, è un particolare formaggio del Caseificio Masseria Pascarito, ottenuto con una miscela di latte vaccino e ovino e l’aggiunta di peperoncino frantumato. Con questo aroma, ricavato da una pianta tipica dei climi caldi, il formaggio è arricchito di un sapore gradevole e moderatamente piccante. Il nostro Formaggio misto al Peperoncino si presenta come uno scalzo arrotondato dalle dimensioni abbastanza grandi; la crosta è sottile e di colore paglierino, con la presenza di pezzettini di peperoncino. La pasta interna rimane molto morbida e friabile con una leggera occhiatura tipica di tutte le caciotte. È un tipo di formaggio che non ha bisogno di una lunga stagionatura. Solitamente occorrono dai 15 ai 20 giorni prima che il prodotto sia pronto per essere venduto. Il sapore rimane piuttosto leggero anche se aromatizzato con una pianta tendenzialmente piccante. Generalmente il nostro Formaggio misto al Peperoncino viene servito a temperatura ambiente anche se è consigliabile tenerlo in frigo dal quale toglierlo poche ore prima di essere consumato. È formaggio da gustarsi in più modi: con altri formaggi per piccoli stuzzichini, con del buon pane, fuso da spalmare su piccoli crostini oppure come condimento per primi piatti al forno.  
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PURE’ DI FAVE

4.90
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Olio Extravergine aromatizzato al peperoncino

5.00
Il peperoncino, col suo gusto piccante e deciso, si sposa perfettamente con pietanze a base di carne, di pesce, nelle salse di pomodoro e di completamento ai primi piatti. Uso ideale: a crudo prima di servire la pietanza. Formato 100 ml
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SENO DI PONENTE – Vino Bianco Salento I. G. T.

7.00

IL VINO PUGLIESE

LA STORIA

La Puglia è una regione del sud Italia affacciata sul versante adriatico che, con i suoi 105 mila ettari di superficie vitata, ricopre ad oggi un piccolo ruolo nel vasto panorama della viticoltura italiana: l’attenzione dei produttori verso la produzione, che in passato era rivolta alla quantità, si sta man mano spostando verso una maggiore qualità. La viticoltura in Puglia risale al periodo precedente ai Fenici, prima del 2000 a.C.. Furono tuttavia i commercianti fenici a introdurre nuovi vitigni e tecniche di produzione più sviluppate. Con i Greci, la viticoltura pugliese continuò ad espandersi, fino all’intero periodo dell’Impero Romano e oltre. Nel XIX secolo, la produzione vitivinicola pugliese non si arresta, ma cresce ulteriormente: infatti con la diffusione della fillossera, la produzione vinicola in tutta l’Europa subisce un brusco calo e i commercianti europei, e soprattutto francesi, iniziano ad acquistare consistenti quantitativi di vini pugliesi fino all’arrivo anche qui di questo parassita animale. I vigneti pugliesi sono dominati in maniera incontrastata dai vitigni a bacca rossa, che ricoprono più dell’80%. I vitigni che regnano nel territorio vitivinicolo della Puglia sono negroamaro e primitivo, seguiti da bombino bianco e nero, trebbiano toscano, uva di Troia, sangiovese, montepulciano, malvasia nera. Oltre alle 4 Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (DOCG), la Puglia include 28 Denominazioni di Origine Controllata (DOC), il più alto numero di DOC in Italia dopo la Toscana. In tutto il territorio pugliese è possibile produrre la DOC Aleatico di Puglia. A nord, in provincia di Foggia, si trovano le DOC Tavoliere, San Severo, Cacc’è mmitte di Lucera e Orta Nova, mentre nella provincia di Barletta-Andria-Trani abbiamo le DOC Rosso di Cerignola, Barletta e Moscato di Trani. In provincia di Bari, sorgono le 3 DOCG Castel del Monte Bombino Nero, Castel del Monte Nero di Troia Riserva, Castel del Monte Rosso Riserva, con la relativa DOC di ricaduta Castel del Monte - in comune con la provincia di Barletta-Andria-Trani -, oltre alle DOC Gravina e Gioia del Colle. Nella parte sud, tra Brindisi, Taranto e Lecce, troviamo tante DOC che ricoprono zone di produzione molto piccole, quali Negramaro di Terre d’Otranto, Terra d’Otranto, Locorotondo, Martina Franca, Ostuni, Colline Joniche Tarantine, Brindisi, Lizzano, Salice Salentino, Squinzano, Leverano, Copertino, Nardò, Galatina, Alezio e Matino. In questo territorio, inoltre, emerge la quarta DOCG della regione: il Primitivo di Manduria Dolce Naturale, con la relativa DOC Primitivo di Manduria
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SUGO ALLA POLPA DI RICCIO

5.5015.00

SUGO ALLA POLPA DI RICCIO

Il nostro sugo alla polpa di ricci di mare è un prodotto dalle caratteristiche organolettiche e dalle sensazioni gustative uniche, una creazione di alta gastronomia di Tenuta Roca Nuova, che propone idee gastronomiche di lusso e di altissima qualità, capaci di unire l’amore per la tradizione dei prodotti mediterranei e l’esperienza nell’arte conserviera. Unicità e pregio della materia prima, i ricci di mare, il cui prezioso cuore di rosso corallo dal gusto unico e inconfondibile viene finemente lavorato, insieme alla passata del nostro pomodoro, vino bianco, olio extravergine d’oliva, aglio, acciughe, sale ed erbe varie per omaggiare nell’armonia di sapori l’eccellenza della cucina mediterranea. Un Sugo di altissimo livello gastronomico, per istanti unici ed importanti o per un regalo elegante e prezioso. Delicato e vellutato, con seducenti note di mare, questo sugo ai ricci di mare affascina per il suo profumo inebriante e per il suo gusto unico e raro. Perfetto per trasformare un semplice piatto di pasta in una intensa esperienza di gusto. Per un piatto ancora più ricco aggiungere vongole, cozze, gamberetti e una spolverata di prezzemolo.
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OLIVE NERE CELLINE AROMATIZZATE AL MIRTO

4.00

Olive nere Celline, aromatizzate al mirto

Olive tipiche della Puglia, si raccolgono a Novembre, conservate in acqua e sale. Ottime come condimento, ma anche da mangiare al naturale. Fermentazione naturale per sei mesi con sale. Nere come l'inchiostro.

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SUSU’S – Vino Rosso Salento I.G.T.- Susumaniello

9.0048.00

IL SUSUMANIELLO, STORIA DI UN VITIGNO CHE HA RISCHIATO DI SPARIRE

Il Susumaniello è un vitigno a bacca rossa autoctono della regione Puglia, coltivato prevalentemente nella zona del Salento, nella provincia di Brindisi. Il Susumaniello deve il suo nome così curioso al fatto che il vitigno, specialmente nel suo primo decennio di vita, è molto produttivo, tanto da caricarsi in modo quasi spropositato di grappoli di uva, proprio come un “somarello”. asino
Un vitigno che, insieme al Negroamaro, rappresenta la storia vitivinicola e soprattutto dei vitigni, del terroir della storia del Salento, ne rappresenta la radice. Il Susumaniello era infatti presente nel sistema ad alberello del Salento in una percentuale del 20%, laddove il negramaro occupava il restante 80%.
Si usava, infatti, impiantare questi due vitigni in forma mista in modo da garantire una vendemmia che fosse già equilibrata nella composizione delle uve. Grazie all’esperienza maturata negli anni, i contadini di un tempo riuscivano infatti – anche senza i moderni laboratori di analisi –  a fare l’analisi empirica, in bocca, di quello che sarebbe stato il prodotto della vendemmia, nella sua composizione migliore.  Quando si dice che il vino si fa in vigna… 😉
susumaniello
Il Susumaniello è caratterizzato da un acino piccolo e tondo. In generale, più un acino di uva a bacca rossa è piccolo, maggiore è la sua concentrazione di polifenoli e antociani, quindi è molto colorato, ed ha un’acidità molto bassa e un ph alto. Esattamente l’inverso di quelle che sono invece le caratteristiche del Negroamaro, che ha invece un’acidità molto alta e un ph molto basso. Questi due vitigni sono quindi contrastanti ma di perfetto equilibro insieme, in quanto si compensano egregiamente. Le proprietà organolettiche relative ai polifenoli e agli antociani del Negroamaro, venivano quindi compensate ed esaltati dal Susumaniello Negli anni, a causa degli ammodernamenti che ha subito il sistema dei vitigni italiani, nel passaggio che c’è stato dal sistema da alberello a spalliera a causa della meccanizzazione, c’è stata un’estirpazione violenta dei vitigni, che ha causato la scomparsa quasi totale del Susumaniello.
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BIANCO FRIZZANTE – IGT SALENTO – VERDECA E FIANO

9.00

Tutto quello che devi sapere sul Vino BIANCO frizzante

Un vino frizzante è un vino che contiene per definizione anidride carbonica.
Tuttavia non si può confondere con gli spumanti, che pur avendo all’interno le tipiche bollicine, sono nettamente diversi non solo per legge, ma anche per le caratteristiche organolettiche proprie di ognuno. Secondo la normativa europea (Reg. CE 479/08) recepita in Italia, un vino frizzante (naturale) è: “il prodotto che, conservato alla temperatura di 20 °C in recipienti chiusi, presenta una sovrappressione, dovuta all’anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione in soluzione, non inferiore a 1 bar e non superiore a 2,5 bar”. Sempre lo stesso Regolamento definisce spumante: “il prodotto ottenuto dalla prima o dalla seconda fermentazione alcolica di uve fresche, di mosto di uve, di vino, caratterizzato alla stappatura del recipiente da uno sviluppo di anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione e che, conservato a 20° in recipienti chiusi, presenta una sovrappressione non inferiore a 3 bar dovuta all’anidride carbonica e per il quale il titolo alcolometrico totale delle partite (cuvée) destinate alla sua elaborazione non è inferiore a 8.5% vol”. Dunque vino frizzante e spumante sono molto simili con la differenza principale dovuta alla sovrappressione.

Come si produce un vino frizzante?

Il primo grande punto su cui riflettere è la tipologia di vino frizzante che può essere naturale o artificiale, una tipologia comune anche per quel che riguarda gli spumanti. Un vino frizzante naturale, come la stessa parola suggerisce, non prevede l’aggiunta di anidride carbonica. Quando una parte dello zucchero si trasforma in alcol viene interrotta la fermentazione per permettere poi che la stessa continui poco alla volta nel vino imbottigliato. L’anidride carbonica presente nelle bottiglie deriva dalla fermentazione dello zucchero residuo ed uscirà solo a stappatura. I vini spumanti o frizzanti artificiali sono ottenuti addizionando nel vino anidride carbonica, per mezzo molto spesso di bombole di gas  e poi sottoposti a imbottigliamento isobarico, ovvero un sistema per cui si crea una pressione uguale al vino da imbottigliare, per evitare eventuali perdite di gas.
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